Ingegneria delle emissioni:

Riduzione emissioni odorigene da vasca di equalizzazione aerata in impianto avicolo mediante copertura galleggiante (E001-C60)

Ingegneria delle emissioni: il primo passo per una scelta consapevole

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Riduzione emissioni odorigene da vasca di equalizzazione aerata in impianto avicolo mediante copertura galleggiante

“Nel settore della depurazione reflui da macellazione avicola, abbiamo adottato una soluzione passiva ad alta efficacia – la copertura galleggiante – per ridurre drasticamente le emissioni odorigene alla fonte.”

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Il contesto iniziale

L’intervento riguarda l’impianto di depurazione delle acque reflue del macello avicolo, situato in provincia di Venenzia. L’impianto tratta reflui derivanti dalla lavorazione di prodotti avicoli, caratterizzati da una significativa presenza di composti organici biodegradabili e precursori di emissioni odorigene.

All’interno del processo è presente una vasca di equalizzazione aerata in cemento armato (circa 61,6 m² di superficie e 216 m³ di volume), dotata di insufflazione aria tramite diffusori e soffiatore a lobi. Questa fase è fondamentale per stabilizzare i carichi in ingresso al trattamento biologico, ma rappresenta anche uno dei principali punti emissivi. L’obiettivo del cliente era ridurre l’impatto odorigeno senza stravolgere l’impianto esistente, mantenendo continuità operativa e contenendo gli investimenti.

 

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Il problema da risolvere

La criticità principale era legata alle emissioni odorigene generate dalla vasca di equalizzazione aerata. Il fenomeno è tipicamente connesso all’evaporazione dei composti presenti nel liquame, che passano in fase gassosa in funzione di diversi parametri come la superficie esposta, la temperatura e la turbolenza.

Nel caso specifico, la presenza di insufflazione aria (circa 480 m³/h) generava un continuo moto superficiale, aumentando il trasferimento massa liquido-gas e quindi la volatilizzazione dei composti odorigeni. Inoltre, l’esposizione diretta ai raggi solari contribuiva al riscaldamento della superficie liquida, incrementando ulteriormente il fenomeno evaporativo. A ciò si aggiungeva la presenza di materiale galleggiante, che poteva compromettere eventuali soluzioni di copertura non adeguatamente progettate.

Era quindi necessario individuare una soluzione che fosse:

01

Efficace in condizioni dinamiche (vasca aerata

 

03

Resistente ad agenti atmosferici

02

Compatibile con variazioni di livello

04

Non impattante sull’operatività dell’impianto

L’approccio adottato

L’approccio progettuale si è basato su una riduzione del problema alla fonte, agendo sui parametri che governano il trasferimento degli odori dalla fase liquida alla fase gassosa.

In particolare, sono stati analizzati:

la superficie evaporante della vasca

il moto superficiale indotto dall’aerazione

le condizioni ambientali (vento, irraggiamento solare)

la presenza di solidi galleggianti (fanghi)

È stata quindi esclusa a priori una copertura rigida tradizionale, che avrebbe comportato criticità operative e manutentive. Si è invece orientata la progettazione verso una soluzione adattiva, in grado di seguire dinamicamente il comportamento della superficie liquida.

La scelta si è concentrata su sistemi di copertura galleggiante “alla rinfusa”, valutando diverse geometrie e materiali, con l’obiettivo di massimizzare la copertura superficiale mantenendo elevata flessibilità operativa.

Particolare attenzione è stata posta alla resistenza al vento, alla stabilità della copertura e alla prevenzione di fenomeni di occlusione superficiale.

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La soluzione tecnica

La soluzione adottata consiste nell’installazione di una copertura galleggiante realizzata con sfere cave in materiale plastico.

Questa tecnologia presenta diversi vantaggi tecnici:

Elevato grado di copertura:

fino al 90–91% della superficie liquida, con riduzione significativa dell’area evaporante

Adattabilità dinamica:

le sfere si distribuiscono autonomamente seguendo le variazioni di livello e il moto superficiale

Riduzione termica:

schermatura dai raggi UV e presenza di aria interna alle sfere → minore riscaldamento del liquame

Resistenza meccanica:

stabilità anche in presenza di vento fino a circa 190 km/h

Compatibilità impiantistica:

nessuna modifica strutturale della vasca

Nel dimensionamento:

superficie vasca: 61,6 m²

copertura prevista: superiore al 90%

inserito extra 5% di sfere per sicurezza operativa

mantenuto franco minimo di 50 cm per evitare dispersioni da vento

La soluzione consente quindi di intervenire contemporaneamente su:

riduzione della superficie libera

limitazione della volatilizzazione

stabilizzazione delle condizioni termiche

Il tutto senza interferire con l’aerazione esistente. 

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I risultati ottenuti

L’intervento ha portato a una riduzione significativa delle emissioni odorigene percepite e misurate, migliorando l’impatto ambientale dell’impianto.

Benefici principali:

”Riduzione

Riduzione emissioni odorigene: stimata 60–80% (tipico per questa tecnologia)

Nessun impatto sul processo biologico

Installazione semplice e rapida

Sintesi tecnica:

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FAQ

La copertura galleggiante funziona anche con vasche aerate?

Sì, ed è proprio uno dei casi più interessanti. Le sfere si adattano al moto superficiale generato dall’aerazione, mantenendo un’elevata copertura senza compromettere il trasferimento di ossigeno.

Quanto si riducono realmente gli odori?

Dipende dal tipo di refluo, ma generalmente la riduzione varia tra il 60% e l’80%, grazie alla combinazione di minore evaporazione e riduzione della temperatura superficiale.

Serve manutenzione?

Minima. È importante solo verificare periodicamente la presenza di accumuli superficiali e mantenere pulita la superficie per garantire la corretta distribuzione delle sfere.

È una soluzione conforme alle BAT?

Sì. Le coperture galleggianti sono riconosciute tra le tecniche BAT per la riduzione delle emissioni da stoccaggio di liquami, in particolare nel settore zootecnico e agroalimentare.

È una soluzione alternativa a biofiltri o scrubber?

Non è un’alternativa diretta ma una tecnologia complementare. Riduce il carico odorigeno alla fonte, migliorando l’efficienza di eventuali sistemi di abbattimento a valle.